giovedì 29 marzo 2007

La guerra in Iraq

Ciao a tutti
Come detto nell’ultimo post ci soffermiamo oggi su un tema delicatissimo specialmente in questo periodo: la guerra in Iraq.

Molti si chiedono il perché di tutto ciò che è avvenuto, sta avvenendo che con ogni probabilità continuerà ad avvenire per chissà quanto altro tempo ancora. Questo post vuole cercare con opinioni distaccate e nella massima sincerità di approfondire temi riguardo questi perché.

Tutto iniziava l’11 settembre 2001 quando un gruppo di diciannove criminali pronti a tutto, metteva in atto la folle iniziativa di compiere un devastante attentato negli Stati Uniti. Così mentre in Italia erano circa le 14.30 e tutti coloro che erano a casa erano in uno stato di abbandono sul divano di fronte alla televisione, improvvisamente un edizione straordinaria dei telegiornali di ogni emittente televisiva rompeva lo stato di quiete con una notizia che fin da subito era destinata ad occupare le prime pagine dei giornali da lì a molti mesi: prima un primo, poi un secondo, poi un terzo aereo si schiantavano contro imponenti edifici come le Torri Gemelle e il Pentagono. Giungeva poi la notizia di un quarto aereo dirottato di cui si era persa traccia: l’Europa piomba nel terrore, nel timore di dover subire la stessa sorte delle Torri Gemelle, che nel frattempo erano in diretta televisiva mondiale nell’atto del proprio crollo come birilli al Bouling. La paura per questo quarto aereo svanisce con il passare dei momenti e con il diffondersi della notizia che dava i passeggeri del velivolo riusciti nella magnifica impresa di far precipitare il mezzo in una zona deserta prima che potesse schiantarsi e causare altre stragi. Mentre le immagini si fanno purtroppo più nitide e la distruzione è ormai evidente: i morti non si contano, due-tre-quattromila sono le prime notizie fino ai dati ufficiali che danno duemilacinquecento e più vittime della barbaria umana.
Così dopo quelle terribili ore di terrore in tutto il mondo il sentimento che prevarica ogni altro è la paura di dover subire un qualcosa che anche lontanamente si possa avvicinare a ciò che è toccato agli Stati Uniti. Poche ore dopo il fatto arriva la rivendicazione.
I controlli in tutto il mondo sono serrati e a tappeto: si giunge ad arresti e si sventano altri possibili attentati. Non però purtroppo nel marzo 2003 quando il terrorismo torna a colpire in Spagna su treni di linea. Anche qui è una strage con cento e più morti. La devastazione non si ferma e tre anni dopo, nel luglio 2005 colpisce anche Londra nella metropolitana con un’altra strage di 50+ persone.
Premesso tutto ciò ci si deve chiedere: cosa fareste voi se il vostro Stato fosse in questo modo, con cotal ferocia aggredito da pazzi senza scrupolo? Non fareste nulla o tentereste di stanare i terroristi uno per uno, di catturare il mandante di tutto ciò e di intraprendere guerre contro i paesi che appoggino la politica di favoreggiamento al terrorismo?
La risposta da parte del governo USA e degli alleati inglesi è una sola, unica ferma su posizioni chiare e definite: il terrorismo va stanato e debellato.
Inizia così una devastante guerra in Afghanistan con la deposizione del governo talebano: per i primi mesi si ha una difficile situazione con guerriglia urbana fino a che i talebani vengono cacciati dal paese e si arriva ad una parziale pacificazione all’interno dei confini. In questi ultimi mesi purtroppo la situazione sta nuovamente degenerando con frange di estremisti islamici che stanno tentando di destabilizzare il governo afgano, già di per se piuttosto precario, attraverso azioni di guerriglia, attentati ed altro.
Pochi mesi più tardi arriva il turno dell’Iraq che viene posto sotto bombardamento, il dittatore Sadam viene catturato e successivamente ucciso, migliaia di soldati americani muoiono per azione della guerriglia irachena. Questo è il sunto della situazione che persiste ormai da due anni in Iraq e che purtroppo è destinata a rimanere tale per molto tempo ancora.
In tutto ciò i soldati americani, inglesi e degli altri stati alleati in questa coalizione, sono delle “vittime” che esercitano onestamente il proprio lavoro e nonostante ciò sono costrette a morire…
Si sono sentite dire dall’11 settembre ad oggi fantasticherie come per esempio che gli Stati Uniti stessi abbiano organizzato l’attentato alle Torri Gemelle per scatenare poi la guerra in Iraq e usufruire dei pozzi di petrolio di questo paese… Ma signori! Abbiamo rispetto delle vittime dell’11 settembre e soprattutto buon senso! Ma può secondo voi (con tutto che la politica fa schifo) lo stesso Stato americano aver organizzato un qualcosa del genere consapevole della morte di migliaia di innocenti e di altrettanti soldati, ma come si fa solo a pensarlo? Oltretutto se l’USA avesse organizzato tutto per scatenare la guerra in Iraq non avrebbe certo avuto bisogno di fare tutto ciò perché di motivi per attaccare lo “Stato canaglia” appena citato ce ne erano a palate! Che dietro tutto ci siano poi interessi economici è fuori discussione ma da lì a pensare quello che alcuni individui hanno avuto il coraggio di pensare…….
Ciò su cui ci si dovrebbe veramente interrogare è: ma fino a quando i soldati dovranno fare il loro lavoro e dovranno continuare a morire con una frequenza disarmante? Che colpa hanno loro di una situazione che tutti riguarda tranne che loro? Ma perché devono pagare loro per qualcosa che non hanno per cui eventualmente dovrebbero essere altri a pagare?
Per evitare tutto ciò, cari pensatori di stranezze, l’unico mezzo è quello della lotta, lotta spietata nei confronti del terrorismo fino ad arrivare a debellarlo completamente. E’ vero questo comporterà necessariamente la perdita di altre vite innocenti ma pensiamo quante altre se ne salveranno se si riuscirà a sconfiggere questo schifo?
Il problema però è più grande di quel che sembra: il punto è uno e chiaro e cioè che non si riuscirà mai a sconfiggere tutto ciò nonostante si cattureranno terroristi a palate. Ce ne sono talmente tanti che si tratta di un’impresa impossibile un po’ come svuotare il mare a secchiate, è possibile? Certo è vero che se mai si comincia mai si finisce di eliminare questa melma da questo già sporco laghetto che è il mondo di oggi.
Tutti insieme si deve cercare di isolare, di sconfiggere questo terrorismo senza scrupoli, ma qualcosa si deve fare!
Continueremo senz’altro a trattare su questo nei prossimi giorni, per oggi ci salutiamo qui, ciao!
Ciao a tutti
Come detto nell’ultimo post ci soffermiamo oggi su un tema delicatissimo specialmente in questo periodo: la guerra in Iraq.

Molti si chiedono il perché di tutto ciò che è avvenuto, sta avvenendo che con ogni probabilità continuerà ad avvenire per chissà quanto altro tempo ancora. Questo post vuole cercare con opinioni distaccate e nella massima sincerità riguardo questi perché.

Tutto iniziava l’11 settembre 2001 quando un gruppo di diciannove criminali pronti a tutto, metteva in atto la folle iniziativa di compiere un devastante attentato negli Stati Uniti. Così mentre in Italia erano circa le 14.30 e tutti coloro che erano a casa erano in uno stato di abbandono sul divano di fronte alla televisione, improvvisamente un edizione straordinaria dei telegiornali di ogni emittente televisiva rompeva lo stato di quiete con una notizia che fin da subito era destinata ad occupare le prime pagine dei giornali da lì a molti mesi: prima un primo, poi un secondo, poi un terzo aereo si schiantavano contro imponenti edifici come le Torri Gemelle e il Pentagono. Giungeva poi la notizia di un quarto aereo dirottato di cui si era persa traccia: l’Europa piomba nel terrore, nel timore di dover subire la stessa sorte delle Torri Gemelle, che nel frattempo erano in diretta televisiva mondiale nell’atto del proprio crollo come birilli al Bouling. La paura per questo quarto aereo svanisce con il passare dei momenti e con il diffondersi della notizia che dava i passeggeri del velivolo riusciti nella magnifica impresa di far precipitare il mezzo in una zona deserta prima che otesse schiantarsi e causare altre stragi. Mentre le immagini si fanno purtroppo più nitide e la distruzione è ormai evidente: i morti non si contano, due-tre-quattromila sono le prime notizie fino ai dati ufficiali che danno duemilacinquecento e più vittime della barbaria umana.
Così dopo quelle terribili ore di terrore in tutto il mondo il sentimento che prevarica ogni altro è la paura di dover subire un qualcosa che anche lontanamente si possa avvicinare a ciò che è toccato agli Stati Uniti. Poche ore dopo il fatto arriva la rivendicazione.
I controlli in tutto il mondo sono serrati e a tappeto: si giunge ad arresti e si sventano altri possibili attentati. Non però purtroppo nel marzo 2003 quando il terrorismo torna a colpire in Spagna su treni di linea. Anche qui è una strage con cento e più morti. La devastazione non si ferma e tre anni dopo, nel luglio 2005 colpisce anche Londra nella metropolitana con un’altra strage di 50+ persone.
Premesso tutto ciò ci si deve chiedere: cosa fareste voi se il vostro Stato fosse in questo modo, con cotal ferocia aggredito da pazzi senza scrupolo? Non fareste nulla o tentereste di stanare i terroristi uno per uno, di catturare il mandante di tutto ciò e di intraprendere guerre contro i paesi che appoggino la politica di favoreggiamento al terrorismo?
La risposta da parte del governo USA e degli alleati inglesi è una sola, unica ferma su posizioni chiare e definite: il terrorismo va stanato e debellato.
Inizia così una devastante guerra in Afghanistan con la deposizione del governo talebano: per i primi mesi si ha una difficile situazione con guerriglia urbana fino a che i talebani vengono cacciati dal paese e si arriva ad una parziale pacificazione all’interno dei confini. In questi ultimi mesi purtroppo la situazione sta nuovamente degenerando con frange di estremisti islamici che stanno tentando di destabilizzare il governo afgano, già di per se piuttosto precario, attraverso azioni di guerriglia, attentati ed altro.
Pochi mesi più tardi arriva il turno dell’Iraq che viene posto sotto bombardamento, il dittatore Sadam viene catturato e successivamente ucciso, migliaia di soldati americani muoiono per azione della guerriglia irachena. Questo è il sunto della situazione che persiste ormai da due anni in Iraq e che purtroppo è destinata a rimanere tale per molto tempo ancora.
In tutto ciò i soldati americani, inglesi e degli altri stati alleati in questa coalizione, sono delle “vittime” che esercitano onestamente il proprio lavoro e nonostante ciò sono costrette a morire…
Si sono sentite dire dall’11 settembre ad oggi fantasticherie come per esempio che gli Stati Uniti stessi abbiano organizzato l’attentato alle Torri Gemelle per scatenare poi la guerra in Iraq e usufruire dei pozzi di petrolio di questo paese… Ma signori! Abbiamo rispetto delle vittime dell’11 settembre e soprattutto buon senso! Ma può secondo voi (con tutto che la politica fa schifo) lo stesso Stato americano aver organizzato un qualcosa del genere consapevole della morte di migliaia di innocenti e di altrettanti soldati, ma come si fa solo a pensarlo? Oltretutto se l’USA avesse organizzato tutto per scatenare la guerra in Iraq non avrebbe certo avuto bisogno di fare tutto ciò perché di motivi per attaccare lo “Stato canaglia” appena citato ce ne erano a palate! Che dietro tutto ci siano poi interessi economici è fuori discussione ma da lì a pensare quello che alcuni individui hanno avuto il coraggio di pensare…….
Ciò su cui ci si dovrebbe veramente interrogare è: ma fino a quando i soldati dovranno fare il loro lavoro e dovranno continuare a morire con una frequenza disarmante? Che colpa hanno loro di una situazione che tutti riguarda tranne che loro? Ma perché devono pagare loro per qualcosa che non hanno per cui eventualmente dovrebbero essere altri a pagare?
Per evitare tutto ciò, cari pensatori di stranezzze, l’unico mezzo è quello della lotta, lotta spietata nei confronti del terrorismo fino ad arrivare a debellarlo completamente. E’ vero questo comporterà necessariamente la perdita di altre vite innocenti ma pensiamo quante altre se ne salveranno se si riuscirà a sconfiggere questo schifo?
Il problema però è più grande di quel che sembra: il punto è uno e chiaro e cioè che non si riuscirà mai a sconfiggere tutto ciò nonostante si cattureranno terroristi a palate. Ce ne sono talmente tanti che si tratta di un’impresa impossibile un po’ come svuotare il mare a secchiate, è possibile? Certo è vero che se mai si comincia mai si finisce di eliminare questa melma da questo già sporco laghetto che è il mondo di oggi.
Tutti insieme si deve cercare di isolare, di sconfiggere questo terrorismo senza scrupoli, ma qualcosa si deve fare!
Continueremo senz’altro a trattare su questo nei prossimi giorni, per oggi ci salutiamo qui, ciao!

lunedì 26 marzo 2007

la sicurezza sulle strade

Ciao a tutti,
oggi ci occuperemo di un tema che sta a me molto a cuore: la sicurezza nelle strade.
I recenti dati riportano numeri a dir poco spaventosi delle morti sulle strade del nostro paese con una sempre più costante crescita di giovani spesso purtroppo accompagnati da dosi di droga o altissimi tassi di alcol nel proprio sangue.
Tantissimi sono i giovani e non solo che hanno ormai perso la vita per colpa di un bicchiere di troppo o per una bravata, per voler dimostrare a qualcuno di essere all’altezza di un qualcosa da cui bisognerebbe dimostrare di essere all’altezza tanto da capire i danni che provoca: come avrete capito parliamo della droga. Sotto l’uso di sostanze stupefacenti tantissimi sono i ragazzi che si mettono alla spericolata guida di un auto mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri. Per non parlare dell’alcol! Si dice che a minorenni dovrebbero essere vietate le vendite di alcolici eppure basta poco per averne anche più di quanti poterne prendere un maggiorenne. Piccola parentesi questa ad un argomento più vasto come quello della sicurezza sulle strade che era però doveroso ricordare viste le cifre di morti a causa della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Ogni tanto sarebbe giusto che chi è tirato in causa da questo post si facesse un bell’esame di coscienza e si chiedesse “è giusto che debba morire qualcuno perché io quella sera ho voluto alzare un po’ troppo il gomito?”: se questo avvenisse tutte le sere che i giovani escono con amici si eviterebbero tante morti inutili. Nelle discoteche o locali simili sono altissime le consumazioni di alcolici da parte di minorenni e non per non parlare di droghe! Fatto sta che tutti i sabati specialmente segnano un giorno nero per molte famiglie dato che la domenica mattina il telegiornale titola “due morti sull’autostrada x… 3 su quella… un altro sulla provinciale….” Incredibile…
Servizi di programmi come le Iene applicano una sensibilizzazione a questi temi mandando in onda servizi che documentano questo, ma purtroppo quando si è in pochi a tirare fuori le cose spesso rimangono troppo poco sotto ai riflettori e non si giunge da nessuna parte.
Oltre dunque a questo tipo di sostanze, una causa di moltissimi morti sulle strade è l’alta velocità. Folli si divertono in spericolate scorribande a 200KM orari e oltre su strade che ne consentirebbero 80: purtroppo non è logicamente possibile effettuare controlli su tutte le strade del paese ma una cosa si però! Fermare macchine a campione e quando si trova qualcuno con il tasso di alcol superiore effettuare un ritiro della patente e arrestare l’interessato sarebbe possibile però! Ma in Italia…. Non va dietro le sbarre chi uccide figuriamoci uno che una sera si è lasciato andare all’alcol senza considerare però che uno così metta a rischio la sua vita e quella di chissà quante altre persone.
Una cosa però mi preme dirla: il limite di velocità sulle autostrade è di 130KM orari nei tratti a due corsie e 150KM orari nei tratti a tre corsie giusto? Ma allora vendere macchine che raggiungono i 300KM a che accidenti serve! Appunto a far succedere accidenti…. Ovviamente dietro a tutto ciò c’è un business che porta denaro e come in ogni cosa dove c’è denaro c’è sporcizia.
La morale è: in questo mondo conta più il denaro, l’alcol, il fumo, la droga e altre schifezze del genere della vita stessa…

Il prossimo topic è intitolato “la guerra in Iraq”

venerdì 23 marzo 2007

la violenza negli stadi

Ciao a tutti,

iniziamo oggi con un caloroso benvenuto nei confronti del co-amministratore nonché autore di questo blog.
Detto ciò, come detto, parliamo della violenza negli stadi.
E’ questo un tema particolarmente delicato in quanto sia di difficile comprensione per tutti. Ognuno molto e troppo spesso se ne frega di ciò che avviene negli stadi, tranquillizzato dal fatto di non essere interessato al calcio o di non frequentare gli stadi.
Invece questo è un tema che andrebbe largamente trattato e articolato in tutte le sue sfaccettature. Non se ne dovrebbe parlare solo in occasione di stragi o di scontri di rilievo: non è possibile che debbano morire poliziotti o tifosi calmi e tranquilli perché avvenga una sensibilizzazione da parte dei mezzi di diffusione come giornali e tv.
Ogni qualvolta qualcosa accade (come i recenti fatti di Catania con la tragica morte del poliziotto Raciti) tutti a cominciare dai media aprono le porte dei discorsi incentrati su questi fatti: ottimo si direbbe giusto? Si se ne continuasse a parlare fino all’esasperazione di quei scalmanati, sconsiderati folli che ogni domenica sporcano eventi sportivi di per se pacifici. Ebbene le notizie circolano a gran ritmo ma solo per i primi tre-quattro giorni dal fatto! Ma perché! Possibile che i media trovino qualcosa di migliore come la vita (per carità dignitosa) di orsetti polari scampati alla caccia di stagione…. Ma con tutto il rispetto, la vita di poliziotti innocenti intenti a fare il proprio lavoro vale qualcosa di più di notizie come quella citata o addirittura peggiori (interi porzioni di giornate dedicate a grande fratello o altre cose di questo genere di cui abbiamo ampiamente detto nei giorni scorsi).
Da die poi che le tante iniziative intraprese per sensibilizzare la gente a non indurre alla violenza i propri figli quando li mandano agli stadi, non sono accompagnate da altre iniziative serie come per esempio il severo e rigoroso controllo all’ingresso degli stadi su chi entra: ma come è possibile che scatenati pazzi ultras possano entrare negli stadi muniti di mazze bombe carta e altri pericolosissimi arnesi? Ma come, non si diceva che si facevano accurati controlli all’ingresso negli stadi? Eppure i fatti dicono che ogni partita di calcio è accompagnata da un concerto di scoppi di bombe carta e petardi di ogni genere e conclusa con scontri fra tifosi e polizia con l’uso di bastoni di legno, mazze ecc… (ciò specialmente in occasione di partite “calde” come derby cittadini).
I biglietti con il nome scritto non hanno poi senso se utilizzati nel modo che viene adottato attualmente: nei luoghi dove i tifosi comprano i biglietti e dove vengono compilati i biglietti io potrei dire di chiamarmi PINCOPALLINO da BRUSCHETTEOLEOSE ed entrare con questo nominativo allo stadio. Ciò implica che nel caso fossi fermato all’ingresso io sarei identificato come PINCOPALLINO da BRUSCHETTEOLEOSE. Incredibile….!
Riguardo poi i recenti avvenimenti di Catania ritengo che già abbastanza si sia parlato della cronaca in se dei fatti e penso sia giusto soffermarsi su un altro tema, ovvero quello dei giovani e non che privi di ogni forma di civiltà, coscienza, intelligenza e chi più ne ha più ne metta, si sono esibiti in eclatanti scritte sui muri di alcune città che per decenza non riporto. Scritte inneggianti alla morte di altri poliziotti.
Io mi chiedo: cari folli sconsiderati amici protagonisti di tali azioni, ma se vostro padre fosse un poliziotto che presta servizio negli stadi voi vi augurereste che qualche schifosissimo delinquente inneggiasse alla sua morte o addirittura la provocasse e tutto perché? Perché sta osando esercitare la propria professione… Incredibile davvero… Rifletta chi sa di essere in colpa e mediti su quanto possa essere caduto in basso.
Le pene poi per chi viene colto in flagranza di reato o identificato successivamente sono troppo lievi: si va da pochi mesi di reclusione fino ad uno-due anni. Non è possibile ciò! Chi lancia bombe carta contro la polizia o pietre contro altri tifosi ecc… Ne dovrebbe scontare 5 di anni non tanto perché avere tempo di pentirsi (delinquenti si nasce e diventa ma non si cambia), ma per togliere per un po’ elementi potenzialmente pericolosi per l’incolumità delle persone oneste che decidono di andare a vedere manifestazioni sportive. Ricordiamoci che gli stadi sono aperti a tutti quindi anche a bambini: ma voi portereste vostro figlio o figlia ad una partita di calcio in tutta tranquillità? Io no.
E’ una vergogna che questa situazione permanga in un paese come l’Italia trai primi posti in Europa per numero di persone appassionate dal calcio. In quanto alle modalità di prevenzione si dovrebbe adeguare un sistema di per se sbagliato e privo di basi, ad uno come quello inglese dove i tifosi sono a cinque metri dai giocatori senza dover ricorrere a barriere in plastica o cordoni imponenti di polizia di separazione fra le parti. Questo non perché gli inglesi siano più bravi degli italiani ma semplicemente perché in Inghilterra c’è come in America il rispetto delle leggi e delle regole che in quei pochi casi in cui non vengono rispettate da tutti vengono imposte a chi non si adegua, rispetto che purtroppo in Italia non esiste e fino a che le cose non cambieranno non si potrà mai avere.
E’ questo alla base anche del perché il sistema italiano non possa progredire poiché se si cerca di basare tutto su regole che debbano mantenere ordine che non vengono rispettate è come voler costruire un palazzo sollevato di due metri da terra senza che nulla faccia da base: ebbene questo è alla base della frana dell’Italia. Cambieranno le cose? Mah… Io non credo ma non si sa mai!

Il prossimo topic è quello dal titolo “la sicurezza nelle strade”
A presto!

Nuovi arrivi

Da oggi faccio anch'io parte di questo blog.
Ciao a tutti.

giovedì 22 marzo 2007

le grandi voci: prima parte

Ciao a tutti!
Oggi ci soffermiamo a parlare di un GGRRAANNDDEE della musica italiana ovvero Andrea Bocelli. Qui di seguito riporto la vita e le opere:

è senza dubbio la voce italiana più amata del momento, soprattutto a livello internazionale dove la gente fa a gara per comprare i suoi dischi e dove tutti
apprezzano, come lui stesso ammette, i prodotti veramente e genuinamente italiani. E cosa c'è di più italiano di una voce coltivata nel melodramma e prestata,
occasionalmente, alla musica leggera?

Nato il 22 settembre 1958, Andrea Bocelli è cresciuto nella fattoria di famiglia a Lajatico, nella campagna toscana. A sei anni è già alle prese con il
difficile studio del pianoforte, su cui le sue piccole mani scorrono comunque volentieri e con scioltezza. Non contento, si mette anche a suonare flauto
e sassofono, alla ricerca di un'espressione sempre più profonda della musica.
Il piccolo Andrea ancora non sospettava che questa espressione sarebbe poi venuta dalla voce, lo strumento in assoluto più intimo e personale.
Quando inizia a cantare il suo "appeal" è percepibile da subito, e basterebbero i racconti dei parenti, rapiti di fronte alle sue estemporanee, ma presto
richiestissime in famiglia, esecuzioni.
Finito il liceo, si iscrive a giurisprudenza all'Università di Pisa dove si laurea, sempre attento però a non dimenticare gli studi di canto. Anzi, talmente
serio è il suo impegno che finisce per prendere lezioni da un mostro sacro del Novecento, quel Franco Corelli che è l'idolo tenorile di molti amanti dell'Opera.
Tuttavia vivere di musica al giorno d'oggi è quasi impossibile e Bocelli non disdegna di cimentarsi talvolta anche nel più prosaico piano-bar.
E' in questo periodo che incontra Enrica, che diventerà sua moglie e che gli darà due figli: Amos e Matteo. La storia d'amore tra i due purtroppo sembra
si sia conclusa da poco e sono diventate ormai note le dichiarazioni del cantante circa il problema del divorzio e i suoi figli.
Tornando alla musica, l'inizio "ufficiale" della sua carriera di cantante è casuale. Si fa avanti per un'audizione che il già celebre Zucchero tiene nel
1992 per realizzare un provino di "Miserere", pensata per Luciano Pavarotti
e da realizzare proprio con il fantastico tenore modenese. E qui accade il "coup de teatre". Pavarotti, infatti, ascoltando la registrazione, commenterà:
"Grazie per la splendida canzone, ma lascia che sia Andrea a cantarla. Nessuno è più adatto di lui."
Luciano Pavarotti, com'è noto, in seguito registrerà comunque la canzone, ma nella tournée europea di Zucchero, sarà proprio Andrea Bocelli a sostituirlo sul palco. Poco dopo,
nel 1993, inizia anche la carriera discografica, suggellata da un contratto con Caterina Caselli, proprietaria della "Sugar". La Caselli punta molto su
di lui e per farlo conoscere ad un pubblico più vasto lo iscrive al Festival di Sanremo dove supera le eliminatorie cantando "Miserere" e poi stravince
nella categoria Nuove Proposte.
Nel 1994 è dunque invitato a partecipare al Festival di Sanremo tra i Big con "Il mare calmo della sera", e si aggiudica un punteggio record. Il suo primo
album (che porta il titolo della canzone) è la conferma di una popolarità in rapida crescita: in poche settimane ottiene il primo disco di platino. Torna
a Sanremo l'anno successivo con "Con te partirò", che viene inserita nell'album "Bocelli" e che in Italia ottiene un doppio disco di platino.
Nello stesso anno, durante una tournée europea ("Night of the Proms"), alla quale partecipano Bryan Ferry, Al Jarreau ed altri grandi, Bocelli canta davanti
a 500.000 persone e a decine di milioni di telespettatori.
Il successo planetario è immediato. I singoli "Con te partirò" (e la versione inglese "Time to say goodbye") superano record di vendite in molti paesi,
mentre gli album si aggiudicano premi in tutta Europa.
In Francia il singolo rimarrà in testa alle classifiche per sei settimane, aggiudicandosi tre dischi d'oro; in Belgio sarà numero uno per 12 settimane:
il più grande successo di tutti i tempi. L'album "Bocelli" poi otterrà qualcosa come quattro dischi di platino in Germania (per quasi 2 milioni di copie
vendute), quattro nei Paesi Bassi e due in Italia.
Sarà tuttavia l'album successivo, "Romanza", a raggiungere nel 1996 vertici di successo internazionale incredibili. Solo dopo poche settimane, il cd era
già disco di platino in quasi tutti i paesi nei quali era uscito, e la stampa internazionale riconosceva al tenore toscano una popolarità degna di Enrico
Caruso.
Ma sulla spinta del fenomeno montante già nel 1995 Bocelli aveva offerto il suo tributo alla tradizione del tenore italiano, pubblicando il cd "Viaggio
Italiano", ispirato agli emigranti e agli artisti che hanno reso popolare l'opera italiana nel mondo. Così nel 1998, con il debutto internazionale del
disco classico "Aria", si ritroverà a dominare le classifiche di musica classica e a scalare quelle internazionali di musica pop. Stessa sorte toccherà
al successivo "Sogno".
Intanto, parallelamente alle tournée, fioccano ormai anche proposte per l'interpretazione di opere liriche, un'aspirazione coltivata fin da bambino e che
finalmente il tenore è riuscito a realizzare.
Uno dei suoi più bei lavori è proprio l'incisione della temibile "Tosca" di Giacomo Puccini,
un capolavoro che il timido cantante toscano sa rendere con classe e gusto del fraseggio sopraffini.
L'ultimo lavoro si intitola semplicemente "Andrea" (2004): nel disco sono presenti brani scritti, tra gli altri, da Maurizio Costanzo, Lucio Dalla e Enrique Iglesias.

Discografia:

Andrea Bocelli
Amore
Cieli di Toscana
Greatist Hits 2004 Romanza
Sacred arias
Sentimento
Sogno
The opera album aria
Verdi
Viaggio italiano

Rappresenta oggi per molti non vedenti impegnati nello studio della musica (fra cui il sottoscritto), un punto d’arrivo da raggiungere e se pur questo possa risultare quasi impossibile è un tentativo che vale la pena di fare non credete?
Ci si trova all’ascolto di arie dove Bocelli fa sfoggio della sua superba, dolce e allietante voce e facilmente si rimane a bocca aperta davanti a tanta maestosità.
Al contrario di tanta gente che purtroppo oggi ci tocca sentire per radio/tv Bocelli rappresenta in pieno la vera arte della musica con pezzi favolosi applicati ad una voce altrettanto favolosa.

Si sarà capito immagino quanto possa io essere colpito dalla musica di questo cantante/musicista e mi piacerebbe che qualcuno ascoltasse qualche canzone da lui interpretata e mi facesse sapere cosa ne pensa e se è d’accordo con me nel convenire che si è davanti alla più grande voce della musica italiana moderna…

A presto!

la tv di oggi

Ciao cari lettori!

Oggi ci soffermiamo su un caldo tema dell’attualità: lo schifo della televisione di oggi.
Signori io sinceramente comincio seriamente ad essere stufo della tipologia di tv che va oggi: si va da Grande Fratello, alla Talpa, Isola dei famosi, fattorie varie…. Mamma mia! è possibile che questi poco intelligenti programmi televisivi debbano sempre essere trasmessi in prima serata occupando, offuscando, annebbiando e riempiendo le menti dei poveri malcapitati sul divano di casa propria davanti alla tv? Non se ne può veramente più: ti siedi sul divano per guardare la tv o per fare un po' di zapping per cercare qualcosa di bello che faccia passare il tempo e che trovi? Gruppi di bestie, di falliti, ridotti a ridicolizzarsi in televisione in mezzo a tanti altri di fronte a milioni di telespettatori, nell’atto di poco dignitose azioni o di lunghi a volte finti, pianti che trovano la carità del telespettatore dotato di buon cervello: ma io mi chiedo perché debba aspettare le 24 per vedere programmi seri! Uno dei pochi fra essi “il senso della vita”, sotto la precisa e puntuale conduzione di Bonolis Paolo, ci ha allietato le seconde serate attraverso racconti di interessanti storie che spesso, ma purtroppo in rare occasioni ci riescono, dovrebbero fare da vie maestre per tanti che basano la propria esistenza su il niente.
La cosa che dispiace è poi vedere in certi reality personaggi di spicco in ambiti culturale che per soldi si abbassano a tali livelli: ma come si fa? Boo…
Comunque il mio modesto parere è questo: prima o poi la gente si stuferà di tanta monotonia, di tanta piccolezza e cambierà i propri orizzonti, si spera, che ne dite?
Ma è giusto poi che personaggi come quelli del grande fratello debbano prendere tanti soldi quanti ne basterebbero per salvare milioni di vite nel mondo?

E di Sanremo che dire…
La conduttrice di quest’anno ha ricevuto la bellezza di 1 milione di euro!! Per fare che? Condurre tre serate di un sempre più deludente festival. Considerate che quasi tutti i lavoratori onesti non guadagnano queste cifre nemmeno dopo 50 anni di duro, faticoso e costante lavoro. Il suo compagno di lavoro guadagnava la bellezza di 750mila euro: perché di meno? Forse ha fatto meno effetto il suo vedere?
Ma signori: lasciamo spazio alla musica invece di spendere soldi inutilmente per stipendiare già abbondantemente stipendiati conduttori, spendiamoli per serie iniziative, concrete!
Tanto è inutile e questo si sa per quanto se ne possa parlare ma d’altro canto che t’aspetti da un paese come questo dove chiunque fa tutto senza che nessuno dica niente?
Riprenderemo questo tema nelle prossime ore, per ora ci salutiamo, alla prossima!

P.S. D’ora in poi alla fine di ogni post scriverò l’argomento del prossimo post:
a domani con:
la violenza negli stadi

A presto!

martedì 20 marzo 2007

Messaggio di apertura

Salve a tutti coloro che avranno il piacere di sedersi davanti al pc e leggere quanto verrà scritto in questo blog.
Tratteremo i temi più disparati commentando gli eventi del giorno, le notizie sul mondo musicale con pareri recensioni.
Questo blog da inoltre la possibilità di interagire con gli altri utenti commentando ciò che ognuno andrà a scrivere.
Sarebbe scontato l'invito alla moderatezza nei commenti e negli scritti di qualunque genere su questo blog: nella convinzione che non si verificheranno spiacevoli situazioni di gratuita maleducazione, si avvertono tuntti coloro che avessero cattive intenzioni, che in caso di comportamento scorretto l'amministratore del blog provvederà a non concedere autorizzazione all'accesso al blog da parte del diretto interessato.
Combenevoli a parte vi auguro una buona lettura e soprattuto un buon divertimento!
--- messaggio originale ---